21 Marzo 2015

Abbadia di San Galgano

LA CORAZZA E LA TRECCIA DI GINEVRA di Clara Rota e S.Filippi




E non prendiamoci troppo sul serio...

 

 

HISTORIA REGUM BRITANNIAE

BY
JACOB HAMMER
hunter college

THE MEDIAEVAL ACADEMY OF AMERICA

CAMBRIDGE 38, MASSACHUSETTS

1951

 

LIBER  NONUS

Defuncto igitur Utherpendragon, convenerunt ex diversis provinciis proceres Britonum in civitatem Cilcestriae, Dubricio,Urbis Legionum archiepiscopo suggerentes, ut ARTHURUM, filium eius in regem consecraret.

 

Regale Re Artù si affaccia alla finestra: il fiero sguardo alto e lontano davanti a sé corre sul territorio del suo regno. Poi si abbassa e... inorridisce: sul candore della neve una scritta turba la bellezza del paesaggio: CORNUTO è la parola tracciata con liquido giallognolo.

Inorridito ed incredulo, Sua Maestà convoca immediatamente il sapiente Mago Merlino e lo incarica di scoprire il colpevole della malefatta.

Tre giorni dopo il Mago si presenta al cospetto del Re e, senza indugi, ma con un velo di tristezza, comunica i risultati delle sue indagini:

- O mio Sovrano, il liquido giallognolo non è altro che vile urina ed appartiene a Sir Lancillotto... ma (e qui abbassa mestamente lo sguardo) ... ma è INEQUIVOCABILMENTE DELLA REGINA GINEVRA... LA CALLIGRAFIA!!!

 

FISCHIETTÌO

 

E non prendiamoci troppo sul serio  

.... .... ....

La spada è un comune simbolo di autorità, esprime il comando, il coraggio, lo scontro cruento e sanguinoso, l'ambizione, il desiderio di primeggiare, di vincere, lo slancio, di battersi con gli altri, di confrontarsi per far emergere il proprio valore.

In quanto arma, la spada può rappresentare anche aggressione, pericolo, tradimento, offesa: è un oggetto tagliente, quindi destinato alla difesa o all'attacco. La spada può ferire lievemente, in maniera più grave, oppure dare anche la morte.

È inoltre un simbolo fallico e rimanda a caratteristiche maschili che da secoli esprimono il potere e la potenza.

 

È spada è lancia, pugnale, è semplice coltello da cucina...

 

- Mamma, come si fa a costruire una spada?

PA PARAPÀ!!!!!!!!!!!!!(squillo di trombe)

- È tempo di guerra, amore mio! Dal momento che il nonno non ti ha lasciato in eredità una spada, che fare? Niente paura, c'è la carta a salvarti! Non è proprio la stessa cosa, ma andrà bene per questo pomeriggio. Ecco come prepararti per il duello in pochissimo tempo.

Impila 7 o 8 fogli di giornale. Puoi utilizzare qualsiasi tipo di carta, ma quella di giornale è gigante e si presta per una spada più minacciosa.  Arrotola la carta seguendo la diagonale. Inizia da un angolo e arrotola la carta lungo una diagonale finché non raggiungi il lato opposto. Più la arrotoli stretta e più sarà solida. Se decidi di arrotolarla in modo circolare e stretto, la spada sarà più simile a un cilindro o una leggera sciabola. Se invece la arrotoli in una forma un po' più ellittica, sarà più simile a una spada. Fissa le estremità della spada con del nastro adesivo. Nastro adesivo resistente e trasparente (quello da imballaggi) dovrebbe andare bene. Se hai del nastro adesivo da imballaggi, potresti addirittura avvolgere l'intera spada in esso – così non si romperà MAI. Se la parte finale della tua spada non è della forma giusta, prendi un paio di forbici e taglia un pezzo dal fondo. Attento a non tagliarti con la carta! Ripeti la stessa operazione di arrotolamento per l'impugnatura. Questa volta però senza nastro adesivo. Piega a metà la base della tua spada. Metti del nastro adesivo tra le due metà. Poi, attacca col nastro adesivo le estremità libere dell'impugnatura in modo da formare una base unica. Più nastro adesivo utilizzi, più la spada starà attaccata e più battaglie potrai combattere. Abbonda tesoro! Ora, sei pronto per attaccare i Visigoti!

- Mamma, come si fa a distruggere una spada?

 

È spada è lancia, pugnale, è semplice coltello da cucina...

rinnego Giovanna    rinnego Clorinda

io Dulcinea rivendico l'andare del vento che spinge le grandi ali del mulino e la tua disarmata pazzità racchiusa qui, fra le mie braccia

io Rossana rivendico le tue mani libere, il tuo viso e i tuoi occhi fissi nei miei nel poesarmi parole d'amore

io, Maria, rivendico il sorriso di mia figlia

 

IMPUTATO

a) In ordine al reato di cui gli artt. 81 cpv - 61 n. 2 C.P. e 4 della legge 110/75 per aver portato in luogo pubblico, senza giustificato motivo, tre taglierini ed un coltello a serramanico. Con l'aggravante di aver commesso il fatto per eseguire il reato di cui al capo b);

b) In ordine al reato di cui agli artt. 575-577 ultimo comma C.P. perché, dopo avere letteralmente strappata la moglie dall'automezzo sul quale viaggiava unitamente alla figlia quattordicenne,  e averla caricata con violenza sulla propria autovettura, attingeva ripetutamente la moglie suddetta con un'arma da punta e taglio in varie parti del corpo, stringendole il collo con le mani e lasciandola in stato di incoscienza, all'interno dell'autovettura, indicata, sommersa nelle gelide acque di un canale della zona, ne cagionava la morte per asfissia meccanica da annegamento; il 23.06.2013.

 

È spada è lancia, pugnale, è semplice coltello da cucina...

e questa treccia bambina dritta e sincera è la mia spada

che io, Ginevra, crocefissa davanti a un altare

immolo a te, roccia

IO ROCCIA: sostantivo femminile

 

Aggregato minerale di massa tanto imponente da risultare elemento costitutivo della crosta terrestre.

 

Roccia semplice, costituita da un solo minerale.

 

Roccia composta, formata dall'associazione di più minerali.

 

Roccia eruttiva, formata dalla consolidazione dei magmi.

 

Roccia sedimentaria, formata per accumulo.

 

Roccia metamorfica, sedimentaria ed eruttiva che ha subìto trasformazioni per azione di forze esterne.

 

 

IO ROCCIA FEMMINA IO ROCCIA PANCIA INGLOBO LA SPADA SIMBOLO DI VIOLENZA CHE RESTI IN ME DOVE HO OSPITATO VITA...  E  NON LA RESTITUISCO  DI MODO CHE NON POSSA FAR PIÙ MALE A NESSUNO

 

CHE IO SIA MONITO E MEMORIA

 

Io roccia: la parte più DURA e COERENTE della crosta terrestre; massa di pietra VIVA che affiora dalla superficie terrestre

io roccia scogliera lambita squassata stordita da un mare di rosso tramonto

consacro e custodisco

parole graffite: TI AMO, Ginevra..


FISCHIETTÌO                                                                                                                                                

                                                                                                                         di Simonetta Filippi