L'EREDITA' (ex E VENNERO LE DONNE)                                                                                               

 

         Sono contentaaaa! A me è piaciuto il tuo libro  e credo che sia il migliore dei tuoi, sai?

C'è carne e sangue e si sente in ogni frase

Eleonora Tarabella

 

23 marzo 2017

ciao cara, ho letto il tuo librino: delizioso. Ho visitato il tuo sito: molto interessante.

Un  saluto affettuoso

                                                                                                              Anna Santoro

 

 27 novembre 2016

SEGNALAZIONE  promossa dalla Casa Internazionale delle Donne XXIV edizione del Premio di scrittura femminile IL PAESE DELLE DONNE: Simonetta Filippi E vennero le donne, Erasmo edizioni. 2013

 

Un piccolo ma prezioso libro quello di Simonetta Filippi, E vennero le donne, che intreccia i ricordi che Susanna ha della sua nonna Rosa in parole colorite e segnate dalla parlata toscana. Viene tracciato un ritratto di donna caratterizzato da vitalità (l'infinita varietà di piante che la nonna ospita in vasi di fortuna fuori dall'uscita di casa), calore (chiudo gli occhi e mi lascio cullare dal movimento impresso al mio corpo dalle gambe della nonna e dalle sue braccia che mi dondolano avanti e indietro al ritmo della filastrocca), spirito battagliero (i consigli dati alla nipote che le racconta le tristi vicende de I Miserabili di Victor Hugo: No, senti bimba, ora basta con tutte tragedie. Un è possibile. A un certo punto bisogna ribellassi, hai capito? E se un ce la fai da sola, ti fai aiutà da qualcuno, però devi cambiare), ironia (le sonore scoregge della nonna. Però io ni voglio bene anche se scurreggia... e poi mi viene da ridere e anche lei ride perché ni vedo le spalle che si movono in su e in giù): o la scatoletta di latta con le ceneri dello zio Guerino dall'America, scambiata per una minestra in polvere dopo la guerra) e dal rispetto che ispira (...quando parla lei stanno tutti zitti, anche il mi' babbo ...).

Il rapporto tra Susanna che ama leggere e racconta alla nonna – che l'ascolta sempre ed è questo il tratto più significativo di questa persona – le trame dei libri da lei amati (I Miserabili, Jolanda, la nonna del Corsaro Nero, Piccole donne) giunge ad un culmine drammatico quando la nonna, attraverso il racconto della fiaba di Cappuccetto Rosso, a cui partecipa anche la nipote, riesce a convincerla a dar voce alla violenza subita dal vinaio “Vomita bimba vomita butta fuori tutto urla urla picchia forte buttalo fuori quel maledetto mostro infame povera la mi bimbina abbraccia nonna sì sì così si piange insieme non c'è più il lupo non c'è più cianno pensato l'omini il lupo non esiste più non ti preoccupare abbraccia nonna forte forte amore abbraccia la tu' nonna” Le parole della nonna, dense di fremente affetto e di profondo intuito, riescono a far elaborare alla bambina la triste esperienza. Il capitolo si chiude con parole drammatiche e corroboranti:

E vennero le donne/ a spartirsi l'orrore/ perché diventi vita

e l'urlo ci trafigga/ muto per sempre/ vuoto

La fine della storia coincide con gli ultimi momenti di vita della nonna, con le figlie che si prendono cura di lei, la puliscono, la custodiscono ora che è anziana e malata.

C'è anche Alice, la figlia di Susanna, che con orgoglio viene a sapere: Io sono come nonna Rosa... ciò la topina grossa... e ora vedrai che glielo ritrovo io lo zoccolo!

Susanna racconta alla nonna, prima che chiudano la cassa, che ha visto una foto dei campi di concentramento in cui una vecchia e una bambina nude, di spalle, si tengono per mano e vanno verso il forno crematorio.

Vorrei concludere con le parole di Gabriella Gianfelici: “Simonetta Filippi possiede un'ironia dissacrante che immette in tutti i suoi testi, insieme alla consapevolezza di essere donna, ancora in una società maschile”.

E questo lavoro, E vennero le donne, si connota per una freschezza ed una originalità nuove. Simonetta è una donna che non smette di denunciare, nella sua città, Livorno, gli sfratti perpetuati delle donne negli antichi palazzi, la tragedia della nave Moby Prince, la violenza sulle donne sempre latente, violenza fisica e psicologica, e di impegnarsi, con l'amica e artista Clara Rota, a svolgere laboratori dove lavorano donne svantaggiate.

Gli scritti di Simonetta Filippi sono momenti di riflessione gioiosa, che scavano dentro, perché toccano, in modo apparentemente lieve, sensibilità pungenti, capaci di far scaturire in noi il desiderio di conoscere, di comprendere, di aiutare. Di uscire, anche, dalle grandi gabbie in cui la società ci vorrebbe spingere.

Anna Maria Robustelli e Gabriella Gianfelici

 

16 agosto 2016

Ho appena finito di leggere l'Eredità. Volevo ringraziarti perché è una storia autentica e bella, velata di malinconia, che si chiude con un sorriso, lascia intravedere abissi tremendi, ma senza indugiarci e questo è importante. L'unica cosa che mi ha un po' intristito è che in questa storia al femminile, il maschile entra solo come lupo, ma la storia rimane comunque bella!

                                                                                                                                   Luca

 

28 novembre 2013

Cara Simonetta, un concorso di circostanze ha voluto che leggessi solo oggi il tuo libro, e ti ringrazio moltissimo, una scrittura efficace che ti muove le corde dei ricordi e anche il disincanto. Anche la mia nonna si chiamava Rosa, anzi Rosina, e coltivava l'orto al cui centro stavano le rose, allevava conigli invece di polli. Anche i gerani alle finestre. le ortensie. Non ho capito che cosa vuol dire BUOLEVERE.

 

                                                                                                                           Patrizia Bettini

 

Ho letto d'un fiato, intrecciando i miei ai tuoi vissuti-non amo la parola ricordo- con la formidabile nonna. Anch'io ne ho avuta una di quella varietà VIRAGO. Ma entrambe le mie nonne sono state uniche, forti, ribelli e hanno pagato per la loro ribellione... ma me l'hanno -Ce L'HANNO - trasmessa. Brava bimba.

Hai fatto un opera colta e gentile. beso,

                                                                                                                          kiki  Franceschi

 

09/01/2012

Ciao Simo...ho letto tutto d' un fiato il tuo librino rosso...mi è piaciuto moltissimo...così vero! Sei una scrittrice straordinaria... la mia preferita.

                                                                                                                                       Marzia Menini

 di PARANZA

18.06.007

Ecosì: poche gioie, in transito, a volte inafferrabilima oggi una felicità sottile, frizzante, EQUI, su queste sedie azzurre di vinile, cigolanti. Le sedie di un ospedale. Leggo: Simonetta Filippi, nel rosso: PARANZA, il titolo del suo libro.

Perché questo fruscio, bisbiglio, sibilo? Viene dalle pagine di un libro bianco, apparentemente tranquillo. Simonetta Filippi, per me Simo.

E dietro a Simo, Livorno con il suo odore di porto, le donne vociferanti, vive, piene di sole e di vento. Il mare èdentro.

Aspetto, su queste sedie oscillanti, la nascita di Linda, la mia nipotina. Non èun caso che il libro sia qui, con me. Unaltra donna sta per nascere: LINDA.

Paranzaӏ un teatro di donne, una ferita, un piccolo incanto.

Si odono i rumori, nel sottofondo, di una vita ironica e complessa che agita le gonne, sinsinua come un vento che modella dune.

Simo è complice di ironia, di gioco, di scrittura, di libertà…

Ci separano (o ci uniscono?) più di 30 anni, ma con lei mi sento a casa, avverto che remiamo in sincronia, in un canale della Venezia, vestite di giallo, felici.

Come due compagne di scuola indisciplinate ci si dà di gomito, si inventano soprannomi, si ammicca, si azzardano ipotesi erotiche

Così Paranza veleggia nel mio fluttuare interno e attracca a un moletto sottile con la leggerezza di una farfalla.

Locchio/pesce spia fra le maglie della rete, furtivamente.

Leggere questo libro ècostruire un teatro, una scenografia, uno spettacolo.

Ogni capitolo è una sorpresa, un dono.

Che peccato veder scorrere le pagineoccorre leggere lentamente, bere le parole a piccoli sorsi perchéla prima lettura è quella che conta.

Come il colpo di fulmine.

Entro fra le pagine, invado.

- Anch’io, anch’io, fra di voi!-

Non lasciatemi sola su un qualche marciapiede, con il mio bagaglio dombra, i piccoli dolori appesi alla giacca come sonagli-

Mando segnali di fumo: GRAZIE SIMO, per INGENUAMENTE BIBI, per PARANZA, per tutte le tue opere visive, per i tuoi vestitini corti, lironia, il gioco.

Ti voglio bene, scrivi per noi, per tutti, attaccati agli scogli come granchi o patelle, naufraghi, in attesa dellonda.

                                                                                                                       Maria Pia Moschini

 

15 Nov 2007

Ciao Simo!

Il tuo libro arrivò e mi è parso subito fatto di fresca spuma di mare, come te del resto, che colori il mondo, che impregni ogni strada e ogni via con un sapore e un odore, che dissolvi nel passo breve dei tuoi racconti intere vite ed esistenze ed esperienze. Davvero son contento Simo.                       

                                                                                                                   Antonio Celano

 

22 maggio 2008

Sono in treno e sprofondato nei tuoi libri…confermo la sensazione avuta entrando in casa tua…trovarmi sul ciglio di un baratro un mondo profondo…che mi fa planare nella tua sottile delicata tagliente anima

                                                                                                                 Fabio Vannozzi

 

28 Oct 2007

Ciao Simonetta, ieri sera e oggi ho letto il tuo insieme di racconti e adesso sono qui pronto a scriverti qualche commento.

 Prima di tutto mi è piaciuto molto il modo di porre i racconti secondo argomenti ma nemmeno tanto ben definiti, e poi queste pennellate brevi, spesso leggere ma incisive, anche di una pagina.  Mi piacciono questi racconti scritti in stili differenti, con toni diversi, con trovate magiche (quella della pentola e pentolino per esempio), da questo punto di vista ti invidio perchè la mia scrittura è così

rigida... Inoltre spesso sei riuscita a unire quotidiano e aulico il che non è facile, ed entrando in questo mondo familiare livornese in fondo poi non così diverso da tanti altri mondi quotidiani sei riuscita a farmi entrare in una realtà viva e piena, di umanità lontana dalla realtà tecnologica e asettica in qualche modo molto presente nella nostra vita. In definitiva mi piacerebbe vivere in una realtà più semplice come la tua. La mia famiglia vive in parte in un'altra dimensione, un po' lontana dalla realtà, fin troppo tecnologizzata.

Continua così                                                                                                                 Francesco Filippi

 

18 Jul 2007

Ciao Simonetta,

 Che bello sentirti!! Anch'io volevo scriverti e dire quanto mi è piaciuto ieri sera, sei veramente brava e coinvolgente. La tua è stata la presentazione più viva e vera che ho ascoltato da un bel pezzo...

Ho cominciato a leggere nel tuo libro, mi piace tanto. È frizzante, amoroso e porta sempre all'essenza delle cose, siano espresse verbalmente o no...

A presto                                                                                                                              Sabine Pescarelli

 

 Firenze  03/06/08

 Cara Simonetta,

ho ricevuto e letto con vero piacere il tuo libro. Mi ha permesso di calarmi in una realtà che conosco poco, Livorno, soprattutto visto con gli occhi di una donna. Mi sono piaciute le storie.

Mi sono piaciuti i colpi di “scena” che propongono finali inconsueti.

Mi è soprattutto piaciuto il tuo modo di scrivere, molto didascalico, preciso, sembra di poter vedere le scene che descrivi, di viverle insieme alla protagonista.

Uno stile simile ad una sceneggiatura teatrale o cinematografica che caratterizza la quasi totalità dei brani.

Naturalmente mi è piaciuta l’ironia che permea le righe, il tuo spirito che ancora non ho avuto modo di apprezzare anche di persona.

Conto di leggerti ancora, anche per gli “annessi e connessi” che ci uniscono e a cui tengo ogni giorno di più.

A presto e complimenti

                                                                                                                         Luca Menegatti

 

 di SIRENA SPIEGATA

 

7/02/11

Simonetta libro che scalda il cuore divorato!!! Grazieeeeeee !!!

Chiara Carlesi

 

5/02/2011

Sei brava, Simo, il primo racconto di sirena spiegata quello dei rom lo so a memoria!

Sai attraversare l'anima delle persone con le parole, e siccome ne sei consapevole, l'applauso ti riempie di gioia...

                                                                                                                                            Sandra Mazzinghi

 

27/06/2010

Ciao, Simo, ti volevo dire che il libro è sinceramente bello e mi piace anche la duplicità del titolo. Sono stato spiegato? Un bacio, danj

 

24/06/2010

Nel mio primo giorno di vacanza, in riva al mare, ho letto il tuo libro: complimenti! Poi ne parliamo. A presto, un bacione

                                                                                                                                             M.Pia Buonocore

 

15/06/2010

Cara, nei tuoi racconti  ho trovato linfa ardore e coraggio per dare forza alla mia decisione! Un sorriso GRAZIE

                                                                                                                                                 A.Lisa

 
   
     

11/06/2010

Simonetta, vediamo se ce la faccio...

Comunque sei sempre una donna meravigliosa e una mirabolante poetessa!!!

                                                                                                                            Ciao  Antonio Celano

 

09/05/2010 21.16

Ciao Simonetta, ho assistito alla presentazione del tuo libro ( che poi ho comprato e letto quasi tutto in fine serata. E' entusiasmante quanto stai facendo, ti conosco da poco, sono contenta che questo sia successo. Ti mando un altro applauso

                                                                                                                                      Carla

 

Ce l'ho fatta, non l'ho detto a nessuno prima, perché non sapevo fino all'ultimo se sarei potuta venire. fino quasi alle 20 ero a Pontedera per la presentazione di un'antologia. sono veramente contenta di avercela fatta.. SIMO, hai fatto veramente (avete) una bella cosa!!! particolare, viva, vita vera!sto leggendo i racconti, alla fine di ognuno ho un brivido..brava davvero. poi ascolterò i CD.
Dopo aver letto apprezzo ancora di più le sculture di Floriana,riescono a rappresentare i personaggi come me li sono immaginati, anzi, poiché ho visto prima le sculture, sono loro i veri personaggi. Sono contenta di avervi conosciuto, spero di approfondire la nostra amicizia.
                                                                                                                                                         Nadia Chiaverini

 

Sab 8 maggio 2010, 23:10:14

Il successo te lo meriti. Stai lavorando bene, con chiarezza, slancio e impegno civile. Di questi tempi è il meglio si possa fare. Il tuo spirito poetico va al galoppo.

Il libro è bello, tenero e forte. E' autentico. Prendilo come il complimento massimo che so fare, in un tempo in cui tutti gli scrittori e pittori sono irrigiditi nei ruoli e nelle mode. Ho letto l'ultimo libro della Maraini. Nonostante momenti geniali è rigido, goffo e ripetitivo. Non è autentico.
Di quello se ne può fare a meno. Del tuo no. Il tuo libro è un invito corale ed ironico all'amicizia, un riflesso doloroso sulla specie di vita che ci impastoia prima di trascinarci nel buco nero e vuoto, un abbraccio consolatorio. Ci dice:
stiamo insieme, diamoci una mano, facciamo un giro di danza e voliamo tenendoci stretti.. "|L'isola che non c'è |""ci aspetta:. Andiamoci:
Lì i pipistrelli senza occhi fanno il nido e le rocce trasudano acqua pura e svelano chissà che tesori
Anch'io sono felice insieme a te,

                                                                                                                                             Kiki Franceschi
 

Ciao Annine, avete visto la performance di Simonetta? Grande, pazza, profonda e dolce, proprio come lei! Pensate a come sono fortunata ad averla come compagna di banco (leggesi collega di classe)! E come sono fortunati i nostri bimbi! Mica lo sanno, i tapini, di aver per maestra una artista vera. Spero che la mia prolifera amica partorisca presto un'altra perla perché le sue cose mi piacciono proprio. Vai Simo, sei tutte noi!                                        Arrivederci a sabato.   

                                                                                                                                                            Anna Cioni

 

"Grande spiegamento di sirena, abbiamo veleggiato proprio bene! Mi avete fatto divertire!"

Eleonora Tarabella

 

Brava Simo!

una bella cosa, semplice ma molto efficace. Bravi tutti, ma soprattutto tu, il "motore" sei tu!

Sono venuta ieri nonostante la tosse (forse anche la febbre) e se ho disturbato un po' tossendo mi dispiace tanto. Però non volevo perdermi l'evento, e ho fatto bene!

un abbraccione

patri

p.s. hai conferma per il nostro prossimo incontro? fammi sapere ciao

ppss ieri sera eri SFAVILLANTE! stavi davvero benissimo!

 

                                                                                                                                                 Patrizia Pasqui

 

Ciao, sei troppo forte... i tuoi racconti sono troppo simpatici, ironici, drammatici, veri, sentiti... sono felice del tuo progetto, è una cosa bellissima coinvolgere tante persone e avere una testimonianza da ascoltare. E poi  con i racconti riesci a toccare tanti temi. solitudine, calore umano e calore animale... brava.

                                                                                                                                           Gabriella Gianfelici

 

"Con Simonetta abbiamo trascorso alcune serate invernali a scrivere. Tenevo un corso di scrittura alla Bottega del Caffè e lei era una delle allieve più dinamiche. Così, alla fine dell'esperienza, pensai di invitarla a collaborare con il sito web www.alleo.it, dove c'era una rubrica dedicata ad alcune città europee: Lisbona, Genova, Berlino, Madrid, Dublino e altre. Proposi a Simonetta di tenere una corrispondenza da Livorno. Per alleo.it non cercavo articoli giornalistici, ma una specie di diario sociale, di reportage mensile che raccontasse le varie città a chi non le conosceva e le facesse vedere con occhi nuovi a chi vi abitava. Simonetta, con il suo sguardo, ha saputo mostrare una Livorno tradizionale rinnovandola nella scrittura. Oggi quei lavori di zity approdano al libro e mi pare mantengano tutta la vivacità e l'acume della prima volta".

 

                                                                                                          Alessandro Agostinelli

 

 

di WATER JOURNEY

 18 agosto 2015

W.J. da bere tutta di filato come acqua trovata in un deserto, da sorseggiare pian piano per apprezzare il gusto forte, da aprire a caso e ingoiare emozioni, pagine bellissime.

                                                                              Nara

 

8 agosto 2009

Cara Simonetta,
ti ringrazio per il tuo strano, bello,intrigante libricino.
E' accativante per la sua veste grafica, ma lo è ancor più per " quel tuo scrivere"che trasmette e conserva, anche a un lettore esterno e estraneo alla tua vita, colori, pastosità, e vita!
Certo, quando leggo le tue cose (con i miei occhi), risento e percepisco la tua presenza.
Grazie ancora, spero di poter ricambiare, e non so come, questa tua gentilezza.
A presto e tantissimi auguri per le tue mostre.

                                                                                                         Serena  Buonfiglio

 

30 luglio 2009 

Cara Simonetta

approfitto del momento di pausa dal lavoro e del data base che sto rimettendo a posto sul pc per attivare il contatto con te, salutarti e farti i complimenti per il tuo libro.

Ho letto tutto in un sol fiato e sono rimasta davvero colpita....in maniera molto naturale, stimolata da ciò che nella mente mia stava suscitando  ciò che  leggevo, con l'immaginazione ho provato a pensare a che tipo di immagini potevano essere accompagnati, sostenuti e rafforzati quegli splendidi pensieri, surreali, eppure così fortemente evocativi di situazioni tangibili che riguardano i sentimenti così come la vita concreta, i rapporti umani e così via....

Non mi dilungo a raccontarti le mie sensazioni, ma ti chiedo semplicemente di farmi sapere quando presenterai un tuo nuovo lavoro, così da poter partecipare/interagire emozionalmente.

 

Ancora complimenti.  Spero a presto.  Un abbraccio, 

                                                                                                       Alessandra Barberini

 

 

30 giugno 2009

 Buongiorno Simonetta, sono io a ringraziarti per avermi raccontato qualcosa di te, non solo a  voce l'altra sera ma con il tuo Water Journey che ho cominciato a leggere. Certo, se la poesia è lo specchio dell'anima ( mi pare che si dica così no ?)  sembra emergere il ritratto di una persona complessa ma piena di sentimento, determinata ma al tempo stesso estroversa e generosa. Sbaglio ?

Cercherò la Paranza alla Gaia Scienza e poi ti scriverò il mio pensiero.
Intanto ancora complimenti e il mio incoraggiamento a proseguire nella tua ricerca di fusione tra lettere e arte visiva..

Ciao

                                                                                                                                          Nevio Tonelli   

 

Venerdì 20 marzo 2009

Cara bimba, grazie per i tuoi preziosi librini di poesia. Water jorney è un capolavoro. Fai circolare il tuo lavoro. Posso aiutarti nel mondo letterario, con qualche rivista alla quale inviare o prendere contatti.  Il lavoro grafico non lo leggo bene, devo vedere di più. Verrai a Firenze un giorno e se ne parlerà. Speriamo di esserti utile il 24.

                                                                                                           Ciao morina, kiki

 

Venerdì 12 dicembre 2008

 Il tuo Water Journey non è cosa facile, non è comprensibile "subito" ma va letto bene, ha tante voci, tante angolazioni e capisco che possa non andare, purtroppo.

Poi le cose "strane" spaventano, a me piace molto a partire dalla copertina e dalle descrizioni: le brave casalinghe puliscono i vetri...ogni volta che guardo i miei vetri ci penso......

E' sicuramente anche il libro più denso, più "compiuto" degli altri ma quelli che capiranno saranno meno.

Anche con i miei libri è così. Quello "apparentemente" più facile va meglio, le cose più dense sono meno apprezzate, troppa fatica pensare, riflettere, rileggere....non ti è mai capitato dal parrucchiere o dal dentista di sfogliare le riviste che hanno nella prima pagina scritto il tempo di lettura??? terribile: 5', 13'....e se ci metto di più chi sono?

o meno? così oggi è considerata la parola scritta.

 

                                                                                                         Gabriella  Gianfelici


 25 Settembre 2008

 Ciao simo,

mi sono piaciuti molto i tuoi lavori pittorici (si dice così?) e il libro che ho letto in un soffio.

Complimenti per l'ottimo lavoro davvero interessante.

la vernice vocale non è stata allo stesso livello io ho visto lo spettacolo di venerdì, mi è sembrato che ci fosse ancora del lavoro da fare non è stato molto fluido, ma so da Valerio che sabato è andata meglio.
NOn è certo merito mio, averti dato ospitalità a teatro, ci mancherebbe!!
quello è il posto di tutti, dei bravi, di quelli che fanno ricerca, di quelli attaccati alla tradizione
Anche se corro il rischio di farti un discorso da centralismo democratico, è il Comune che  ha fatto questa bella scelta, di dare la possibilità a chi frequenta i lingauggi dello spettacolo di mostrare il frutto del proprio lavoro. è questo il punto importante: Commedie è il luogo dove mostrare il frutto di un lavoro, di un pensiero, di un progetto.
Spesso queste strutture sono gestite da esperti del settore, direttori artistici che lo usano soltanto secondo la propria sensibilità (diciamo così!!) escludendo tanta parte del panorama ricco e variegato che un territorio può esprimere. Viceversa noi - operatori cultruali - abbiamo il compito di leggere cosa si muove sul territorio e inserirlo nel circuito culturale. tutto qui
alla prossima
                                                                                           Leda Raspo

 

Ciao bella... Ti ho pensato tanto in questi giorni.

Sul palcoscenico sei una fantastica performer… non ti ricordi com'eri quando si balbettava a Certaldo le no-nostre poesie?
Io sono qui a dirti che ti meriti un partner maschile (nello spettacolo) che dia più spazio alla tua voce… (magari un fantoccio-burattino ballerino con un registratore incorporato... cattiva sono????)
I testi sono STU_STRU ..stupendi-struggenti (belli gli aforismi, perchè non chiamarli AFRORITMI????) e anche la scenografia… ma ho fatto fatica a sentire la tua voce… per la chitarra che faceva un po' la protagonista.
Ti mando un abbraccio BELLADONNA!!!!
                                                          Elena  Nutini
15 apr 2008

cara S., sì brava, come testo di poesia c'è davvero qualcosa di intenso, per

il teatro non so giudicare, penso che verrà bene con una buona regia, ma il

testo è intenso, talora proprio tipico tuo. ciao l.

 

                                                                                                             Lorenzo  Greco

 

 

 Ho letto e rimirato con calma tutto W. J.  Incantata da quel tanto di misterioso e sorprendente che lo rende affascinante.  Complimenti!

 

                                                                                                             Claudia  Turco

 

Ciao Simo, ci ho pensato dopo aver letto, non credo che una nota di prefazione aggiungerebbe nulla al tuo lavoro, che è molto carino, ma leggero, secondo me non da appesantire con una cosa "seria" come una prefazione. Non mi piacciono quei libri smilzi appesantiti dalla "critica", non trovo che abbiano senso, ci vedo una sproporzione inutile e inutilizzabile. Perciò non ti offendere, ma davvero penso che non potrei fare nulla che avesse senso: i libri sono un'entità compiuta, non trovi? Se un testo è breve mi sembrerebbe pretestuoso apporci una presentazione critica. Avevo pensato di scrivere una nota augurale, ma non le amo e soprattutto non sono così "famosa" da mettermi a scrivere una nota augurale. Insomma; Simo, lascia il testo così com'è andare in giro fra i suoi lettori. E' molto bellino, è acuto, ironico, aggraziato... Magari vedo più adatto presentare questo, e/o altri tuoi lavori, a voce, parlandone, una volta pubblicato.

Ci vediamo, se non prima, a Certaldo.

Un bacio, Rosi

                                                                                                                Rosaria Lo Russo

 

 ...ingenuamente bibi

24 maggio 2015

La tua poesia Chiamiamola Annina, è dolce, malinconica, mi riporta alla mia isola, dove per me c'era Carmela che somigliava ad Annina

                                                                                                                    Rina Giuffrida

 Maria Musik - 11/04/2010 8.39.14

Che bello leggere, capire e gioire. Gioire d’essere donna che pedala, che incontra, che accoglie, che coglie. Con i suoi profumi e colori, con la sua ironia pungente ma mai acida, con la sua magnifica integrazione, Simonetta mi ha regalato momenti di vero godimento e la certezza che ci sono emozioni che ci attraversano tutte e che sono golose e lussuriose come un cappuccino schiumoso ed un bel maritozzo da gustare, magari in compagnia di un’amica, che ci attendono... alla faccia della "prova bikini"!

 a. vannozzi - 10/04/2010 17.15.39

donne, donne, donne;
donne colorate odorose e rumorose;
parole che corrono e, sì, pedalano e non si fermano un istante;
questo libro scorre più veloce del tempo;

Sandro - 10/04/2010 9.41.52

Mi piace quello che scrive Simonetta perche’ vedo un carattere di persona curiosa, ironica, disincantata il giusto ma attenta alla varia umanita’ della sua citta’. Come dire io ci sono, sono viva e vi guardo. Cronista di un variegato presepe affacciato sul mare dove a volte e’ piu’ interessante osservare un osso di pollo mentre precipita dalla finestra piuttosto che fotocopie di esseri umani.

 cristina Lastri - 23/03/2010 20.11.32

Mi piace la poesia della Simo, fin da subito, perchè ti rimane addosso come un odore, un profumo (sarà la salsedine?...). Poi m’intriga la personalissima trama fatta di leggera ironia che pervade le cose della vita, o per meglio dire la poetica del quotidiano. C’è complicità, e il mondo delle donne livornesi ti trascina e ti sembra di pedalare e ridere con loro.

Sara Ferraglia - 17/03/2010 19.15.50

Mi piace la musicalità , la rima, il ritmo veloce e incalzante dei dialoghi poetici.
Mica è facile "parlare in poesia"!
Brava

 cinzia blanc - 08/03/2010 22.31.00

cara simonetta, ho letto tutto d’un fiato e in bocca ora sento il mare.le tue poesie sanno di vento e sole, ti rimangono sulla pelle.olfattive e fragranti,lievi e intense.un abbraccio.

 salvatore violante - 08/03/2010 22.03.58

Di pancia, di punta o di tacco questa è poesia e fa goal. Il motivo? Perché riesce come in un gioco ad imprigionare un po’ di vita nelle parole. Non credo che l’autrice sia poi così naif . Caproni non c’entra, d’accordo. Forse potrebbe fare al caso nostro la lezione del Pascoli relativamente al narrato ritmico con inserimento del parlato vedi “Il ritorno a S. Mauro”. O ancora esserci utile la sonorità poetica in movimento de “la petite promenade du poète” di Dino Campana. Tanto per dare nobili antenati. La verità è che la lingua di questa poesia è un impasto di suoni, umori, sapori, colori, profumi, una sorta di danza delle parole che piroettano, s’incontrano, si toccano, si sfuggono e disegnano e sporcano il foglio di vita, quella vera che si meraviglia di sé facendosi gioia di vivere.

 Sabine Pascarelli - 08/03/2010 15.16.36

Leggere queste poesie così fresche e vive riporta sul piano umano-genuino della vita quotidiana, fatta di piccoli gesti, di rispetto ed accettazione della vita, che portano lontano dall’Io che si confina e che confina gli altri.
Simonetta usa la sua squisita arte come veicolo che la porta vicino a chi la legge, in assenza di barriere. La sua voce è forte, ironica e diretta – come quell’osso di pollo, che “atterra imperturbabile sulla Mercedes blu”…

 Sandra Mazzinghi - 06/03/2010 19.01.58

La poesia della Simo ci riporta liberi nel mare libero. Le sue poesie sono tutte, tutte, poesie da respirare con lampi di bellezza! Grazie amica poetessa! Sandra Mazzinghi

 Antonio De Marchi-Gherini - 05/03/2010 15.20.37

Bella, carnale, etrusca, stregonesca. Vado spesso in Toscana e mi stupisco sempre della vitalità di quelle genti. Sotto covano fuochi e vulcani, misteriosi e solari ad un tempo. Poesia all’apparenza semplice è invece ricca di timbri , di ritmo e musicalità del verso.
Caproni non c’entra, é un pretesto, questa é poesia immediata senza se e senza ma, poesia del cuore e della pancia. Quella giusta esuberante sensualità che dovrebbe sempre accompagnare la vita, perché non si avviti su troppe congetture metafisiche che, alla lunga, portano a ridiscutere tutto senza fine.

 Floriana Gerosa - 03/03/2010 23.12.11

Nella sua poesia c’è tutta la sua genuinità,la sua vivacità,il suo umorismo accattivante. Di lei mi piace il suo modo di sognare, di come dipinge le parole e di come ti trascina nel suo mondo quotidiano dove viene fuori la sua umanità. I suoi versi sono lei stessa dentro la sua storia e il suo essere vera è ciò che apprezzo di più.

 stefy - 02/03/2010 22.05.41

ma che devo commentare...inutile..sento il suono delle voci,il profumo sul bar,il sapore del maritozzo ed il suono delle parole...
sento nel leggere le tue poesie il mio quotidiano, quello della mia città della mia vita e si risveglia in me Annina.
ciao al prossimo incontro...su S. oppure con lui...il maritozzo e perché no con lui il rosso caldo forte e vero il ponce!!!

 annalisa r. - 02/03/2010 10.12.51

...rileggendo questi versi provo nostalgia, e mi ri-accorgo dello sguardo vivido di Simo, del suo speciale sentire.....
fresco, veloce, arriva di sorpresa e in un attimo ti porta già lontana..
grazie Bibi

 Paola Belloni - 02/03/2010 9.16.05

Ho conosciuto Simonetta come pittrice, poi l’ho scoperta autrice...Immagini fissate sulla carta, rapide, profonde e chiare come l’acqua del mare livornese....

 patrizia pasqui - 02/03/2010 8.19.51

Nelle poesie di Simonetta Filippi c’è dell’oro: riluce quando le leggi, non si può raccontare.

 Franca Alaimo - 01/03/2010 21.28.20

Una poesia fresca, che ha il passo spigliato della vita quotidiana in una delle più belle città di mare della Toscana, dove sono nati i poeti Caproni e Luisi: Livorno. Protagoniste assolute le donne di Livorno, fra le quali anche Annina, la madre che Caproni ha cantato come fanciulla, spingendosi nel tempo che ha preceduto la sua maternità. E sono donne spontanee, che si occupano dei lavori domestici, ma che si concedono tanti spazi per se stesse. Fra i gesti, le parole, spesso dialettali, si insinua sempre l’odore del mare portato dal vento che gonfia le lenzuola stese come vele e sembra trasformare le case in navi pronte a salpare. Non manca la gradevolezza di una sottile ironia spesa contro la resistenza dei più svariati pregiudizi.
Un libro che silegge d’un fiato e fa pensare ad un cortometraggio sulla città di Livorno, tanto è imbastito di mille, piccoli episodi, particolari, di immagini immediate e suggestive.

 

Febbraio 2010                                         Gabriella Gianfelici

I versi di Simonetta Filippi hanno il dono di "far vedere e sentire" persone, cose, odori, e di "farci stare" dentro alle situazioni descritte. Livorno, città di porto e di mare, di chiasso e di immigrazione, città che a sua volta Giorgio Caproni cantò e descrisse nei suoi versi e Annina, la mamma di Caproni, che attraversa ancora con il suo passo svelto e il suo andare i vicoli del quartiere Venezia, il più vecchio di Livorno. Così l' autrice ci narra, con garbo, intelligenza e tanta ironia, i momenti di incontro e il suo ciarlare, il volersi bene scambiandosi un saluto, il poncetto bevuto al "barre" dove le donne di Livorno si sono sempre ritrovate. Gli ossimori e le rime, i vocaboli in livornese, le abitudini descritte con un ritmo come l' intercalare dei discorsi, così la Filippi cattura la nostra attenzione e la nostra curiosità; e possiamo anche ridere di gusto sulle descrizioni e sugli accadimenti. Leggiamo questi momenti di vita con attenzione: vi troveremo mescolate sofferenze e gioie, la luna e il mare, la vita di ognuno che scorre accanto alla vita degli altri. E allora l' avvocatessa, il piccione, la casalinga e l' Annina si fondono perchè questa è l' essenza della vita.

 

 

dal blog di Sandra Mazzinghi

Dico di lei:

è una poetessa livornese, è una osservatrice vigile dalla vena semplice e fluida, dall' ispirazione intima e benevola, dal versi ricco, ma unico. Sente nell' animo il cuore pulsante della sua, della mia città, della nostra gente, in modo particolare delle donne labroniche, traducendone in versi ora tristi, ora allegri, ora nostalgici, la genuinità con insolita capacità di fede e di calore. E spunta da ogni riga Livorno,imponente, blu, salmastrosa , bella: così la nostra città spande la sua carezzevole voce, con un sottofondo di suono di risacca o di schianto di cavalloni sugli scogli del mare, attraverso le righe di Simonetta Filippi. E riesce a conquistarmi con i suoi versi,e io me la immagino che li legge con la sua voce accattivante, vicino alla finestra della sua casa in Venezia, con dolcezza e armonia. Penso che sia assai piacevole leggere poesie così, fatte di voce e di suoni. Così, solo per amore.

 

 

Silvia Piccini    3I maggio 2006                                    

Da: ManidistregaArte e cultura

Lettura di poesie di Simonetta Filippi e di Alfreda Bini: impressioni

“Mangiarsi le parole” è un evento che connubia l' arte del parlare e la buona tavola, colorando di sapori e di odori un libro, uno spettacolo, una conferenza.

Ma c' è di più: c' è chi scrive, e chi, come me, aveva bisogno di sentir  parlare di donne, di ritrovare tracce di quella sensibilità che spesso oscura o dirotta gli spifferi che ci tramortiscono quando siamo più giovani, con le scarpe di corda e i pantaloni bianchi. Ieri ha parlato di sé una poetessa con le spardegne: mi sono piaciute tanto, intrecciavano l' energia dei suoi vent' anni con la dolcezza del vissuto di oggi, mostrando un tempo senza tempo mai così fresco come lo è adesso. Sei bella, Simonetta, hai parlato di baoni e spose, di mare e di vento, di gabbiani, piccioni e castelli di sabbia... hanno parlato le tue mani dietro le parole, hanno riso i tuoi occhi di quello che leggevi; se lo può permettere, la Simonetta, di intristirci per il piccione agonizzante e renderci fiere dell' osso di pollo sul tettuccio della Mercedes. È vero, Livorno non offre tanto; non c' è nulla, quante volte ce lo diciamo, c' è provincialismo, non cultura, siamo a un bivio; speriamo che il libeccio ripeschi dai fondali sabbiosi le essenze dei nostri predecessori e ce le riappiccichi addosso come la salsedine e i moscerini... sono le nostre occasioni, tra mille odori e mille stimoli, per provare a costruire un castello di sabbia, come hai fatto tu, Simonetta, che resista agli attacchi degli invasori, ma che diventi trasparente ed insospettabile giudice dell' ignoranza e delle pretese di chi non conosce il rispetto.

 

3I maggio 2006

Da: “Manidistrega”
Arte e cultura Lettura di poesie di Simonetta Filippi e di Alfreda Bini: impressioni
di Silvia Piccini

“Mangiarsi le parole” è un evento che connubia l' arte del parlare e la buona tavola, colorando di sapori e di odori un libro, uno spettacolo, una conferenza.
Ma c' è di più: c' è chi scrive, e chi, come me, aveva bisogno di sentir parlare di donne, di ritrovare tracce di quella sensibilità che spesso oscura o dirotta gli spifferi che ci tramortiscono quando siamo più giovani, con le scarpe di corda e i pantaloni bianchi. Ieri ha parlato di sé una poetessa con le spardegne: mi sono piaciute tanto, intrecciavano l' energia dei suoi vent' anni con la dolcezza del vissuto di oggi, mostrando un tempo senza tempomai così fresco come lo è adesso. Sei bella, Simonetta, hai parlato di baoni e spose, di mare e di vento, di gabbiani, piccioni e castelli di sabbia... hanno parlato le tue mani dietro le parole, hanno riso i tuoi occhi di quello che leggevi; se lo può permettere, la Simonetta, di intristirci per il piccione agonizzante e renderci fiere dell' osso di pollo sul tettuccio della Mercedes. È vero, Livorno non offre tanto; non c' è nulla, quante volte ce lo diciamo, c' è provincialismo, non cultura, siamo a un bivio; speriamo che il libeccio ripeschi dai fondali sabbiosi le essenze dei nostri predecessori e ce le riappiccichi addosso come la salsedine e i moscerini... sono le nostre occasioni, tra mille odori e mille stimoli, per provare a costruire un castello di sabbia, come hai fatto tu, Simonetta, che resista agli attacchi degli invasori, ma che diventi trasparente ed insospettabile giudice dell' ignoranza e delle pretese di chi non conosce il rispetto.

  

 

Aldina De Stefano           Gennaio 2006                                      

 Ciao, Simo!

Che bello leggerti!

Che piacevole sorpresa!

Che allegria!

(Sul davanzale un pettirosso si sta strafogando di briciole!)

Che dire?

Il librino (i due librini)

Raffinati sobri curati molto amati

Un vero godimento estetico e di contenuto.

Hai (avete) pitturato con le parole.

Sono felice di questo tuo percorso creativo.

Delicato suggestivo armonioso.

 

Bacioni augurali in salute e gioia.   Grazie!